venerdì 19 dicembre 2014

L'uomo di Bangkok

Oh finalmente un bel thriller… non uno di quelli che fanno di tutto per metterti l’angoscia, bensì uno che ti far venire voglia di capire. Perché un uomo è stato ucciso? Perché ci è andato di mezzo un innocente? Perché in Thailandia un’alta percentuale di persone fa uso di droghe come la yaa baa o la ganja? Perché la madre del protagonista detective non vuole rivelare a suo figlio l’identità del suo vero padre?
“L’uomo di Bangkok” di John Burdett è un libro giallo che vuole far luce sul perché un paese del Terzo Mondo è così invitante per un “farang” ossia per uno straniero. Sarà per il sesso a pagamento? Sarà per il commercio di giada? Sarà per la manodopera a basso prezzo?


L’intreccio è molto ben costruito e ci sono capitoli più avventurosi di altri ma poco drammatici tranne uno iniziale dove c’è la scena in cui un uomo viene trovato in un’auto ucciso dal morso di diversi serpenti. Il bello è questi animali sono ancora dentro l’abitacolo al momento della scoperta del cadavere. Sono sotto effetto di droghe (anfetamina) per questo hanno ucciso un uomo. Uno può domandarsi come si fa a drogare un pitone? Bel mistero. C’è chi sostiene che bisognerebbe introdurre la sostanza stupefacente per via anale… Caspita! L’investigatore saprò scoprire l’identità del vero colpevole?

martedì 16 dicembre 2014

Per tremare un po'...

Ho appena finito di leggere una raccolta di racconti dell’incredibile Guy de Maupassant!!! Uno scrittore veramente talentuoso capace di dare i brividi, di emozionare e, soprattutto, di stupire. I suoi racconti più celebri sono l’Horlà, Yvette, Miss Harriet,ecc. Uno più coinvolgente dell’altro. Io ne ho letti solo una ventina, ma ne ha scritti più di 100, per non parlare di romanzi come Une vie e Bel ami….
E’ stato il pupillo di Flaubert e ha frequentato Zola e il locale La Grenouillère…
Nei suoi romanzi c’è poesia…ma soprattutto ci sono storie incredibili che sembrano credibili, e storie verosimili che sembrano incredibili… degli esempi?
- c’è un tizio che è perseguitato da uno spirito che beve l’acqua di notte al posto suo;
- c’è una sgualdrina che si lascia mettere incinta per poi indossare durante la gravidanza un corsetto strettissimo e, così, dare luce a dei bambini malformati per poi venderli;
- c’è l’uomo che non riesce a mettere incinta sua moglie e quindi ad ottenere l’eredità lasciatagli dalla nonna a suo figlio, allora lascia che la moglie gli faccia i corni…


Non so se Maupassant sia un genio o un visionario. So che le sue storie sono così moderne… basterebbe far indossare ai protagonisti dei jeans e una felpa e non ci sarebbe nessun’altra differenza con l’attualità!! Quando leggo i racconti di quest’autore, sembra di poter toccare i personaggi e sentire il loro cuore battere e vibrare.


martedì 4 novembre 2014

Suonano le campane? Ma chi è? E' Quasimodo!

Uno sente tanto parlar bene di un libro; il musical che ne è derivato è stato un successone; il cartone animato basato su quella storia è intrigante al punto giusto ma poi arriva il momento in cui il lettore deve confrontarsi con il romanzo originale ed è lì che può succedere il patatrac. Oggi ho finito di leggere Notre Dame de Paris e devo ammettere che mi sono sforzata di leggere i vari capitoli. Non voglio mettere in dubbio le capacita di Hugo anzi, lui scrive egregiamente. E’ solo che la storia non mi ha lasciato nessuna emozione. Ci sono tante sezioni che si allontanano dal nucleo Quasimodo-Esmeralda-Febo e a volte fanno perdere il filo…
Grazie al libro ho scoperto che: Quasimodo è sordo; il nome Febo significa Sole; la campana di Notre Dame si chiama Marie; Frollo ha 36 anni; la capretta di Esmeralda fa le imitazioni dei personaggi famosi!


Ne approfitto per scrivervi una cosa che c’entra poco con Notre Dame… vi aspetto mercoledì 12 novembre a Grosso (TO) alle 19 presso la sede Mistral, bar Benzo, via Lanzo 2 per la presentazione dei miei tre romanzi. Finalmente avrò una serata tutta mia dove parlerò dei libri che ho scritto in questi 4 anni!! 

domenica 2 novembre 2014

Jane Eyre: una donna con le p....

Cari lettori di blog, oggi vi parlo di un romanzo che ho divorato in quattro giorni. Si tratta del capolavoro di Charlotte Bronte (la sorella di quella che ha scritto “Cime tempestose”), “Jane Eyre”. A parte la pronuncia un po’ complessa del titolo, il romanzo è davvero una goduria. La storia, i dialoghi, i personaggi, l’ambiente… Jane è una donna con la D maiuscola. E’ una tipa che ha le palle! (Scusate la volgarità). Sa che cosa vuole dalla vita e, soprattutto, sa come ottenerlo. Non ha paura di niente e di nessuno. E’ da ammirare per la sua capacità a dire No. No a chi la maltratta. No a chi la fa soffrire. No a chi non crede in lei. No ai disturbatori. No ai falsi pretendenti. Questa volta non posso farvi il riassunto dell’opera, non perché non mi ricordi la storia, ma perché non posso rovinarvi le sorprese che troverete leggendo. Lo faccio per voi!

Come vorrei essere come Jane Eyre. Non pensavo che nell’Ottocento ci fossero donne così. Forse all’epoca tale romanzo avrà fatto un po’ di scalpore in quanto si tratta di una donna che ha una forza (morale) da uomo. Non è una donnetta tutta fiori e gossip. Al giorno d’oggi, di donne così ne conosco poche. Si contano sulle dita di una mano…

giovedì 23 ottobre 2014

Indovina chi

Mia zia da Roma ha voluto regalarmi un libro dal titolo abbastanza ambiguo “Chiudo il gas e vado via”. L’autrice è per me una sconosciuta, anche se poi ho saputo che ha scritto degli articoli su The Guardian. Si chiama Emily Barr.
Sarò sincera, all’inizio pensavo che questo libro fosse un romanzetto rosa sdolcinato per donne frustate. Poi, ho capito che invece si trattava di un giallo, ma molto leggero. La copertina dai colori pastello e dall’immagine simpatica e il titolo ironico non combaciano con la storia, abbastanza tragica e complicata. Insomma, ciò che ci si aspetta dalla storia non coincide con l’intreccio stesso. Penso che ci sia stato un errore da parte di chi ha gestito la grafica della copertina e la traduzione del titolo oppure è voluto.
La storia è carina ma in certi punti è sviluppata senza riuscire a coinvolgere il lettore. Il fatto principale è che una donna, per diversi motivi, decide di cambiare identità ma dopo dieci anni viene scoperta e…
La cosa strana è che in certi punti è come se avessi letto qualcosa che avrei potuto scrivere io; cioè, invece di sentirmi vicina ai personaggi, mi sono sentita un tutt’uno con la scrittrice. Certe cose le avrei scritte pari-pari. Non mi era mai successo prima di provare questa sensazione!
La storia è ambientata in Australia, non a Sidney o a Camberra, ma in un paese sperduto nel deserto, di nome Craggy e qualcosa… Se avevo un minimo desiderio di visitare la terra dei canguri, leggendo il romanzo, mi è letteralmente passata la voglia!



In certi momenti, tutti avrebbero voglia di partire per un po’; di dimenticarsi da dove vengono e chi sono; di prendere un’identità diversa e ricominciare. Non è così facile. Però, alla fin fine, un modo per evadere esiste (e non mi riferisco a droghe o ad alcol). Basta solo fregarsene di tutto e di tutti (senza esagerare) in quei momenti in cui ci si sente con il fiato sul collo.

domenica 12 ottobre 2014

Donne informate sui fatti (scabrosi)

Cari amanti della carta stampata, ho appena finito di leggere “Donne informate sui fatti” di Carlo Fruttero e ve ne faccio subito una breve recensione.
Si tratta di un giallo, molto carino e poco impegnativo. In ogni capitolo, è una donna che parla. Può essere la bidella, o la volontaria, o la figlia, o la migliore amica, o la carabiniera, o la giornalista, o la barista… Tra di loro si nasconde un colpevole. Provate ad indovinare…
Non mancano gli uomini nella storia (Semeraro, Don Traversa, il carabiniere, il rumeno, il padre), ma i loro movimenti e i loro ragionamenti (e da quando gli uomini ragionano?) passano sempre attraverso il punto di vista di una donna. I loro sentimenti e le loro motivazioni sono sempre filtrati e il “passino” sta in mano al gentil sesso.
Chi è stato a uccidere Milena, un’ex prostituta rumena, e a gettarla in un fosso con gli indumenti da squillo addosso, appena fuori Torino?
A dir la verità mi sembra che l’intento dell’autore non sia quello di coinvolgere il lettore nelle indagini. Leggendo, non cresce la voglia di scoprire il responsabile del crimine, ma ci si diverte a scoprire le paranoie e i segreti di ciascuna donna implicata. Non oserei definire questo libro “un giallo”. Si avvicina di più a un romanzo rosa, ma con un po’ di grigio in mezzo. Ehehe!
Mi stupisco spesso di come certi scrittori uomini riescano così bene a rappresentare e a far parlare il mondo femminile, a volte meglio di certe autrici donne!



Fruttero non ha scoperto l’acqua calda. Le donne sanno sempre tutto o, comunque, riescono sempre a venire a conoscenza della verità. Però, il loro difetto è che si confidano a troppi e a volte a persone sbagliate. Risultato? Ciò che sanno, li si riversa contro. Ahi, ahi, ahi! 

mercoledì 8 ottobre 2014

Il corpo umano in guerra

Cari divoratori e mangiucchiatori di libri, ho appena finito di leggere il secondo romanzo di Paolo Giordano “Il corpo umano”. E’ stata la copertina ad incitarmi perché altrimenti avrei lasciato il libro sullo scaffale a continuare a prendere polvere. Ho ancora brutti ricordi riguardanti “La solitudine dei numeri primi” (il libro esordio di Giordano). Non mi capacito di come un libro del genere abbia potuto vincere il premio Strega” e vendere oltre due milioni di copie in tutto il mondo! Secondo me, è stato il marketing a vincere e non certo il racconto in sé.
Ma lasciamo stare le mie paranoie.
“Il corpo umano” è un lungo flashback di alcuni militari in missione in Afghanistan. L’insulsaggine della loro presenza in quel territorio ostile aumenta di pagina in pagina. Le loro storie si perdono tra ciò che hanno dovuto lasciare in Italia (una moglie, dei figli, una donna incinta, una madre, la salute mentale) e ciò che trovano nel territorio dei talebani (il deserto, bei tramonti, mine, attentati).


A volte non abbiamo per nulla rispetto per il nostro corpo. Lo usiamo come fosse una macchina, un giocattolo, un’attrazione, uno scudo, un’arma e ci accorgiamo della sua preziosità solo troppo tardi. Ci rendiamo conto che non siamo immortali solo quando stiamo poco bene. Anche solo un banale raffreddore ci  ricorda che siamo fragili. Eppure è proprio con il nostro corpo che agiamo nello spazio e nel tempo con un fare da dominatore. Affianchiamo alle parole gesti e movimenti capaci d’influenzare il corso della Storia.