domenica 17 novembre 2013

I vagabondi del Dharma

Cari lettori e lettrici di post,
rieccomi a parlarvi di un altro romanzo interessante di cui consiglio la lettura.
Si tratta de "I vagabondi del Dharma" (1958) di Jack Kerouac. Sì proprio lui: quello che ha scritto "On the Road"; quello che ha coniato il termine "beat generation"; quello che è andato per il mondo e, prima ancora, ha girato per gli Stati Uniti.
Questo suo libro racconta di un personaggio, amante del buddismo, che nella vita non fa niente...o meglio, non fa ciò che la maggior parte della gente fa ogni giorno.
Lui non lavora, non ha fissa dimora, mangia quando capita e viaggia abusivamente salendo sui treni merci.
Gli piace viaggiare e scalare le montagne. Cerca luoghi per meditare e starsene in pace. Con gli amici, passa il tempo bevendo bibite poco sane e facendo delle orge...il bello è che sono le ragazze stesse a proporre questo tipo di usanza.
Un libro che parte bene, diventa noioso verso la metà e finisce (per fortuna) lasciando un po' di delusione.
ps. Non si legge mai che i personaggi facciano la doccia...spero che sia una dimenticanza voluta dall'autore!!
Non ci sono più i vagabondi di una volta...
Il personaggio del libro di Kerouac è nel suo insieme affascinante, giovane e coraggioso. Non chiede l'elemosina, ma s'inventa qualche occupazione come tagliare la legna o fare da guida turistica. Ama fare l'autostop...Mi chiedo chi oggi oserebbe far salire uno sconosciuto sulla sua auto! Inoltre, è generoso nei confronti degli altri barboni. Condivide con loro la cena (carne secca, noci e un po' di formaggio) e, soprattutto, li ascolta.
Alla fine, se fai del bene, prima o poi ti ritorna moltiplicato per dieci. Credo e spero!

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